Fondo Kyoto: al via la presentazione delle domande

Il Fondo rotativo Kyoto ha messo a disposizione di soggetti pubblici e privati la possibilità di iscriversi online e inviare le domande di adesione dal 16 marzo

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(Rinnovabili.it) – Al via le domande per il Fondo Kyoto. I 600 milioni, messi a diposizione per interventi pubblici e privati di efficienza energetica a carico del settore edilizio, potranno essere richiesti previo accredito da effettuarsi online nell’area riservata del sito di Cassa Depositi e Prestitiwww.cassaddpp.it dal 2 marzo, inviando le domande di partecipazione a partire dal 16 marzo e fino al 14 luglio 2012.

Istituito dalla Finanziaria 2007 allo scopo di promuovere investimenti pubblici e privati per l’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale, il Fondo Kyoto servirà anche a diffondere piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricità, calore e freddo oltre ad impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia.

Ogni anno, per tre anni consecutivi, grazie al Fondo saranno a disposizione di cittadini, condomini, imprese, persone giuridiche private (comprese Associazioni e Fondazioni), soggetti pubblici ed Energy Service Company (ESCo) 200 milioni di euro a vantaggio di progetti green. Il tasso agevolato dello 0,5% per una durata massima di 6 anni (15 per i soggetti pubblici) permetterà inoltre rimborsi in rate semestrali.

Energy Label: Bruxelles tira le orecchie all’Italia

La Commissione esorta Cipro, Romania e il Belpaese ad recepire la direttiva sull’etichettatura energetica nei propri ordinamenti nazionali. Ancora solo due mesi di tempo a disposizione

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(Rinnovabili.it) – Italia ancora una volta in ritardo sul fronte normativo europeo. Stavolta sotto l’attenta lente di Bruxelles è finito il processo di recepimento della direttiva sull’etichettatura energetica, che risulterebbe ancora non “pienamente trasposto” nell’ordinamento nazionale.

In realtà i ritardatari sono tre. Anche Cipro e la Romania fanno compagnia al Belpaese e nonostante le lettere di costituzione in mora inviate il 18 luglio 2011, ad oggi, rende noto l’Esecutivo UE, non avrebbero ancora comunicato il recepimento della norma. Bruxelles torna quindi a farsi sentire non solo inviando un parere motivato a tali Stati membri, ma anche sottolineando ancora una volta l’importanza del provvedimento. La direttiva sull’Energy Label odirettiva 2010/30/UE riveste un ruolo fondamentale nelle politiche europee di promozione dell’efficienza energetica e di sensibilizzazione dei consumatori dal momento che abbraccia tutti i prodotti connessi all’energia, la loro pubblicità e il loro uso negli appalti pubblici.

“Fornendo ai consumatori informazioni comparative sul consumo energetico dei prodotti che acquistano, l’etichetta energetica li aiuta ad assumere decisioni che consentono loro di risparmiare energia e denaro e incoraggia i produttori a sviluppare prodotti caratterizzati da un buon grado di efficienza energetica. Inoltre, la definizione di soglie comuni a tutta l’Unione europea in materia di efficienza energetica (B, A, A+ ecc.) dà agli Stati membri un sistema di riferimento chiaro sulle caratteristiche dei prodotti che può rivelarsi utile anche per altri soggetti, quali le imprese private nella loro attività promozionale”.

Secondo le stime della stessa Unione Europea il lavoro fino ad oggi svolto dalla vecchia direttiva sull’etichettatura energetica ha consentito di risparmiare circa 40-50 TWh l’anno, corrispondenti al consumo elettrico annuo del Portogallo. Un beneficio irrinunciabile, che acquisterà una nuova portata con il nuovo provvedimento. Ma soprattutto un impegno a cui Italia, Cipro e Romania non possono sottrarsi. Qualora le nazioni non ottemperino ai loro obblighi giuridici entro due mesi, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia nei loro confronti.

Eolico, no del governo all’impianto di Poggio Tre Vescovi

“Non sussistono possibilità di procedere alla sua realizzazione”. E’ quanto ha decretato la Presidenza del CdM con una delibera

Da Roma arriva il “no” all’impianto eolico di Poggio Tre Vescovi: non sussistono possibilità di procedere alla sua realizzazione. E’ quanto ha decretato la Presidenza del Consiglio dei Ministri con una delibera in cui ha condiviso e fatte proprie le motivazioni con cui avevano già detto no al progetto la Regione Toscana e l’Emilia Romagna oltre che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell’ambito della Conferenza dei Servizi svoltasi il 14 dicembre scorso.

Il progetto avrebbe previsto la realizzazione di un impianto eolico costituito da 36 aerogeneratori, di cui 14 in Emilia Romagna e il resto in Toscana, di potenza 3,4 MW ciascuno, per una potenza totale di 122,40MW, è stato ritenuto troppo impattante.

Con questo pronunciamento è stata dunque sciolta in modo definitivo la questione con la quale si era chiusa la Conferenza dei Servizi dove era emerso il dissenso fra le parti. Da un lato le Regioni Toscana ed Emilia Romagna, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Provincia di Arezzo, vista anche la posizione critica espressa nel parere del Comune di Sestino, si erano dichiarate sfavorevoli al progetto e dall’altro le amministrazioni locali invece si erano dette favorevoli. La situazione aveva fatto sì che, come prevede la legge, la decisione a quel punto fosse rimandata a Roma. E Roma si è pronunciata.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha infatti fatto proprie – come si legge nella delibera -  le posizioni delle Regioni confermando che il progetto determina impatti rilevanti sul paesaggio, che l’impianto avrebbe impatti negativi significativi sulla flora, sulla vegetazione e sulla fauna e per questi non sono state individuate misure idonee di mitigazione e compensazione anche in considerazione della recente approvazione di un impianto eolico a pochi chilometri di distanza. Inoltre che il progetto può determinare impatti rilevanti anche sull’assetto idrogeologico dei terreni interessati, sia durante la fase di cantiere che a fine lavori. Ancora, che il progetto non ha efficacemente mostrato la sostenibilità ambientale ed economica delle scelte fatte e ha preso sommariamente in esame le modalità di dismissione e ripristino ambientale paesaggistico dell’opera.

ESTRA e Coop Cellini realizza il parco fotovoltaico più grande della Toscana

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E’ stato realizzato in soli 3 mesi in un’ex area mineraria. Produrrà circa 12.609 MWh l’anno

Tre mesi di lavoro per la più grande opera pubblica realizzata in Toscana negli ultimi dieci anni, nel settore delle energie rinnovabili: Coop Cellini, in soli 90 giorni, ha installato i 41.450 moduli in silicio policristallino del parco fotovoltaico di Cavriglia, nei 30 ettari dell’ex area mineraria di S. Barbara, 21 dei quali occupati dall’impianto di generazione elettrica.

Dall’appalto, nel novembre 2010, vinto all’associazione temporanea di imprese, composta da CCC – Consorzio cooperative costruzioni, CTC – Consorzio toscano cooperative, Estra spa, alla conclusione dell’intervento è trascorso appena un anno, a causa dei cambiamenti legislativi introdotti dal Quarto conto energia. Molto minore il periodo impiegato per la costruzione del parco: Coop Cellini, socio esecutore e capofila dei lavori, ha iniziato i lavori a fine luglio e a fine ottobre ha consegnato l’opera al Comune di Cavriglia.
Tempi veloci e numeri record: produzione annua di 12.609 MWh, potenza complessiva di 9.969,90 kWp (240 Wp a pannello), 190 km di cavo utilizzato, minori emissioni annue per 5.531.000 kg di anidride carbonica, 7470 kg di anidride solforosa e 5830 kg di ossidi di azoto, 2085 TEP (tonnellate equivalenti petrolio) risparmiate all’anno, 390 mila kg di materiale di carpenteria utilizzato, circa 27,5 milioni di investimento.
L’impianto fornirà energia elettrica a 3300 abitazioni per 11/12 mila cittadini. L’intero progetto è stato pensato per il recupero e la valorizzazione paesaggistica dell’ex miniera di  S. Barbara: il parco sarà infatti perimetrato da un circuito ciclistico che occuperà 9 ettari, e da una trama di siepi e di alberi per mitigare l’impatto ambientale.
La centrale sarà gestita nei prossimi 20 anni da un raggruppamento, di cui Estra srl detiene il 40% e Coop Cellini Prato il 30%. L’energia prodotta sarà venduta sul mercato, al Comune spetterà un canone di concessione annuale. Anche i residenti saranno soci nella forma dell’azionariato popolare: il 5%, l’equivalente di 500 kWp, la quota a loro riservata.


GSE: da gennaio, 120 giorni per l’analisi delle domande FV

Gli ‘standard di attesa’ saranno rispettati grazie al potenziamento dei sistemi informatici, delle risorse e delle capacità di lavoro

fotovoltaico_ridimensionato.jpg (Rinnovabili.it) –  La conformità ai tempi previsti dalla normativa per la valutazione delle richieste e l’erogazione della tariffa incentivante per il fotovoltaico sarà di nuovo rispettata a partire da gennaio 2012 – lo riferisce una nota del GSE,  sottolineando l’adeguamento di durata nell’analisi delle domande FV, entro un periodo non superiore ai 120 giorni. Secondo il GSE, questo ritorno agli standard di attesa è stato possibile grazie all’attuazione di una serie di provvedimenti, tra cui l’adeguamento dei sistemi informatici e il potenziamento delle risorse e delle capacità di lavoro.

La nuova implementazione ha quindi potuto controbilanciare sia l’inevitabile rallentamento – soprattutto negli ultimi mesi – delle valutazioni Fv a causa del cospicuo numero di richieste pervenute al Gestore (25.000 solo a giugno, incluse le domande di iscrizione al registro “grandi impianti”), sia il ritardo dipeso da alcune incertezze legate alle novità normative introdotte dal decreto 5 maggio 2011 (come quelle relative al premio del 10% per gli impianti che utilizzano componenti realizzati nella Ue che, in molti casi, hanno determinato, da parte degli operatori, l’invio di richieste incomplete e successive domande di integrazione da parte del Gse).