Biomassa
Con il termine Biomassa si intende i materiali di origine biologica non fossile: residui agricoli e colture energetiche specializzate, residui forestali, scarti dell’industria agro alimenta e del legno, frasche, paglia, ramagli, potature di alberi, scarti di lavorazione dell’agricoltura (gusci, vinacce, ecc.), rifiuti solidi urbani di tipo “umido”
La biomassa rappresenta una forma naturale di accumulo di energia solare: questa infatti consente alle piante di convertire, durante la loro crescita, l’anidride carbonica atmosferica in materia organica, tramite il processo di fotosintesi.
La biomassa può essere utilizzata sia bruciandola direttamente in opportuni dispositivi di conversione (caldaie simili a camini o stufe domestiche) per produrre calore o energia elettrica, tramite combustione, o indirettamente come materia prima per la produzione di bio-combustibili (biodiesel per autotrazione) per gli utilizzi più svariati e a seconda della tecnologia di impiego.
Per uno sfruttamento sostenibile delle biomasse ad uso energetico è necessaria un’elevata organizzazione e gestione del territorio: la biomassa utilizzata dovrebbe essere reperita nel raggio di 30 km massimo dal punto di utilizzazione.
La tecnologia attuale permette impianti ad un costo decisamente basso e facilmente ammortizzabile in pochi anni.
Un semplice esempio sono le caldaie (stufe) a pellet che necessitano di ridotta manutenzione e possono trovare applicazione nel campo del riscaldamento domestico sia per utenze autonome, sia per utenze centralizzate.
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